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Mensile registrato al Tribunale di Torino n° 6 del 25.02.2014 - Direttore responsabile Donato D'Auria

Il Viognier era morto, lunga vita al Viognier!

Il Viognier era morto, lunga vita al Viognier!

Mezzo secolo fa il Viognier, a livello mondiale, era presente con solo 8 ettari esclusivamente nel comune di Condrieu, Rodano settentrionale. Praticamente rischiava l’estinzione. Da quel momento, prima lentamente e poi sempre più velocemente l’interesse per questo straordinario vitigno è cresciuto notevolmente. All’inizio degli anni ottanta gli ettari coltivati a Viognier hanno raggiunto quota 28, ovvero si sono più che triplicati rimanendo comunque su cifre irrisorie. Nel 2010 erano 11.400 gli ettari vitati a Viognier e questa crescita ha portato questo vitigno al 61° posto tra i vitigni più coltivati al mondo.

I luoghi vocati all’allevamento del Viognier rimangono quelli del Rodano settentrionale. Infatti solo in questa zona la superficie vitata a Viognier è pari a 2.620 ettari. Condrieu e le colline dei villaggi vicini continuano a farla da padroni. La leggenda narra che il Viognier sia stato portato in Francia dall’imperatore romano Probo, quello che revocò l’editto di Domiziano, che sembra averlo portato dalle sue terre d’origine, l’odierna Croazia.

E’ coltivato anche in Australia, California, Giappone, Grecia, Nuova Zelanda, Spagna, Sud Africa e soprattutto Italia, con diverse decine di aziende concentrate sulla produzione di Viognier in purezza di elevata qualità anche molto diversi tra loro. Questa variabilità è dovuta alle diverse composizioni del suolo, da calcareo a morenico, ad argilloso o ghiaioso o sabbioso, alle differenti latitudini oltre che ai processi di vinificazione, che vanno dall’utilizzo esclusivo di acciaio fino ad passaggi in barrique che raggiungono anche i 12 mesi.
Studi scientifici hanno dimostrato che il Viognier è strettamente imparentato, dal punto di vista genetico, con la Freisa e di conseguenza anche con il Nebbiolo.
E’, inoltre, caratterizzato da basse rese e incostanti ed è molto predisposto a malattie come l’oidio. Per queste ragioni preferisce zone abbastanza asciutte e resiste bene alla siccità.
Descrizione fisica
Foglia: piccola o media, verde chiaro da adulta vira verso il verde medio, orbicolare, con tre o cinque lobi, con un picciolo seno aperto, seni laterali inferiori poco profondi, denti centrali dritti o convessi o con un lato convesso e un lato concavo. Grappolo: medio-piccolo, tronco-conico, semplice o alato, a volte compatto. Acino: piccolo, sferoidale o leggermente ovale. Buccia: spessa di colore giallo ambrato. Germoglia presto, quindi rischia le gelate primaverili e preferisce zone costiere o vicino a grandi corsi d’acqua che mitigano la temperatura.
I sinonimi principali sono: Barbin, Galopine, Greffou, Petit Vionnier, Picotin Blanc, Rebolot, Viogne, Vionnier, Vugava bijela.
Dal Viognier si ottengono vini molto interessanti, organoletticamente grassi e cremosi.
Al naso è molto profumato e sottile, rivela mutevoli aromi di frutti gialli (mango, pere, pesche, albicocche, mele cotogne), fiori freschi (violetta, iris, acacia) , muschio e spezie, ma anche la frutta secca (mandorle e nocciole tostate).
Al palato è caldo, rotondo, con una freschezza media, sapidità moderata e finale persistente che sfocia in note di albicocca. Il sentore che vi farà riconoscere il Viognier è un profumo tipico di uva spina, acacia e albicocca.
Le temperature di servizio vanno dagli 8 ai 10 gradi per le bottiglie più semplici mentre si può arrivare a servire bottiglie più complesse alla temperatura di 10-12 gradi.
Noi abbiano degustato un Viognier siciliano che si è rivelato molto interessante. Lo abbiamo notato su uno scaffale della grande distribuzione e, approfittando anche del prezzo più che invitante, ci siamo lasciati ammaliare. Lo abbiamo accompagnato a del pesce spada al marsala. L’accoppiata si è rivelata vincente.
Questo vino si presenta con un colore giallo brillante, un bouquet che porta con se accenni di pesca e di albicocca insieme ad una punta di frutti esotici e mela cotogna. E’ dotato di una vivace acidità che si combina perfettamente con la sua struttura per dare a questo liquido odoroso una sensazione di equilibrio e di dolcezza. Come già detto è consigliato con il pesce ma a nostro parere ben si sposa anche con carni bianche e verdure. Temperatura di servizio consigliata 9-10 gradi. Rapporto qualità/prezzo davvero notevole. Malico

Tipologia

Vino bianco

Denominazione

Sicilia DOC

Regione

Sicilia

Paese

Italia

Annata

2014

Gradazione

12,5°

Il Viognier delle cantine Patria in degustazione

(Foto: Sebastiano Spina)