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Mensile registrato al Tribunale di Torino n° 6 del 25.02.2014 - Direttore responsabile Donato D'Auria

La Piana dei Mulini compie sedici anni

Colle d’Anchise (Cb) – In un angolo quasi incontaminato della Valle del Biferno, in provincia di Campobasso, si trova la “Piana dei Mulini“.  É molto difficile definire in un unico modo questo luogo: ristorante, albergo diffuso, parco fluviale, location per eventi. La Piana dei Mulini é una combinazione di tutto questo. Lo scorso luglio questa realtà produttiva ha compiuto sedici anni, anche se la sua storia recente é ormai ventennale. La Piana dei Mulini, tuttavia, nasce come recupero di una centrale idroelettrica, già antico mulino della valle del Biferno, progetto che é stato preceduto in ordine di tempo dalla realizzazione di una struttura turistica che rappresentasse “il Molise che vorrei“ di tutti i collaboratori, che interpretano con amore la mission di Piana dei Mulini.

Nel corso degli anni, la Piana dei Mulini é diventata una delle strutture più conosciute del Molise. Quello che ha colpito maggiormente la nostra testata, tuttavia, é l‘attenzione di Michele per i prodotti e per i produttori del territorio, che lo ha portato ad avere una vera e propria “rete” di piccoli produttori e collaboratori che gli consentono di portare in tavola prodotti molisani poco conosciuti ma di grande qualità.  Fondamentali sono anche gli ospiti, che devono diventare “ambasciatori” della realtà che hanno conosciuto.

Nell’ultimo anno, inoltre, la Piana dei Mulini ha formato una “rete d’impresa contadina” che coinvolge cinque aziende di pregio molisane. A Torino, nel corso del “Salone del Gusto” e di “Terramadre” a Torino, che vedranno la presenza del Molise nella cornice dei “Mercati della Terra”, potremo approfondire meglio la natura di questa collaborazione tra aziende di un territorio da scoprire e che ha bisogno di aziende e produttori come quelli della Piana dei Mulini per emergere. La mission della Piana dei Mulini, infatti, é quella di preservare la biodiversità locale, ma anche di formare una vera e propria “rete” che valorizzi la terra, i prodotti del suo lavoro e, al centro, l’uomo. Donato D’Auria